Saedi Atelier

L'amarezza della scarsa qualità rimane a lungo dopo aver dimenticato la dolcezza del prezzo basso

Benjamin Franklin

Saedi Atelier

ceramica siciliana alla ricerca delle proprie origini ancestrali

Saedi Atelier crea rinomate ceramiche artistiche completamente realizzate a mano ed ha sede nelle campagne di Pozzallo affacciate sul Mar Mediterraneo, accanto ai centri barocchi di Caltagirone, Ragusa, Modica, Scicli, Siracusa e Noto. È stato fondato da Golnaz Saedi, di origine persiana e naturalizzata siciliana.

Fuggendo dal caos cosmopolita, vi sarà facile indulgere nelle nostre creazioni artistiche di ispirazione siciliana che rivelano colori vivaci ricreando la calda atmosfera mediterranea di quest’isola, patria di una splendida tradizione ceramica caratterizzata da dettagli intricati, colori e finiture spettacolari.

D’altra parte, non molti sanno che tutte queste meravigliose creazioni artistiche hanno un enorme debito in termini di ispirazione dalla cultura e tradizione moresca e araba e forse ancora meno persone sanno che a sua volta non molto dell’arte araba sarebbe stato possibile senza la travolgente influenza della cultura persiana: soprattutto nel campo della produzione ceramica!

Saedi Atelier attraverso le sue opere d’arte artigianali in ceramica, racconta con sincerità di storie, tradizioni e folklore siciliano riuscendo a trovare le loro originali radici primordiali  nella propria ancestrale e originalissima tradizione culturale persiana.

Golnaz Saedi

Sono nata e cresciuta in Persia alle pendici dei monti Alborz il cui nome deriva dalla leggendaria montagna sacra Hara Berezaiti di cui si parla nell’Avesta, il testo sacro degli Zaratustriani: mi piace sottolinearlo vista l'odierna tendenza a trascurare, sottovalutare o ad ignorare del tutto le origini primordiali del mio paese e i suoi profondi legami con la cultura e la tradizione dell'occidente cristiano. Gli zaratustriani parlavano l'aramaico, la lingua di Gesù, come parlavano in aramaico i Re Magi che altro non erano che sacerdoti di Zaratustra (la traslitterazione del termine Persiano antico magūsh, Accadico magūshu, Siriaco mgōshā, è passata poi al Greco màgos (μάγος, plurale μάγοι) del Vangelo di Matteo)
Per altro Rustichello da Pisa*, vostro grande e sottovalutato scrittore, riporta nel suo Milione la descrizione delle tombe dei magi nel sud dell'Iran, nell'antichissima città di Saba: In Persia è l[a] città ch’è chiamata Saba, da la quale si partiro li tre re ch’andaro adorare Dio quando nacque. In quella città son soppeliti gli tre Magi in una bella sepoltura, e sonvi ancora tutti interi con barba e co’ capegli: l’uno ebbe nome Beltasar, l’altro Gaspar, lo terzo Melquior.
Tornando a me, io ho vissuto d'arte sin da piccola visto il clima culturale che, volente o nolente, si respirava in famiglia: un mio zio è stato, in Iran, uno dei più noti pittori della sua generazione e professore d’arte all’Università della capitale, il cugino di mio padre è l’ancor più noto scrittore Sa’edi, dal cui romanzo “The cow” è stato tratto quello che viene considerato unanimemente il più celebre lungometraggio della cinematografia iraniana: oggi è sepolto nel cimitero Père-Lachaise di Parigi, accanto a Hedayat, altro grande scrittore iraniano e suo caro amico.
Io invece, dopo essermi laureata in scenografia teatrale a Teheran, scelsi Firenze, qualche secolo fa culla del Rinascimento, oggi città culturalmente provinciale, ma pur sempre splendida e che amerò finché vivo. Sulle sponde dell'Arno, all'Accademia di Belle Arti fondata da Cosimo de' Medici, ho poi perfezionato il mio percorso artistico conseguendo un master sempre in scenografia: e pensare che avrei voluto diventare musicista! In effetti da adolescente studiai piano, con profitto (e direi addirittura che ero incensata dal mio maestro) ma poi mi accorsi che le mie mani eran troppo piccine, le ottave mi venivano sforzate e quindi… Curiosamente anche per modellare l'argilla ci vorrebbero falangi più grandi e magari anche più forza nelle braccia, soprattutto alle prese col tornio, ma tant’è.
Ad ogni modo gli anni trascorsi in Toscana hanno costituito per me una fenomenale fonte d’ispirazione: Pisa, Firenze, Siena, Lucca hanno finito con il deviarmi dai miei propositi adolescenziali riportandomi ai sogni della mia più tenera infanzia, quando pitturavo, disegnavo e mi entusiasmavano i colori vivaci del giardino in cui era immersa la mia casa. Colori che ho ritrovato a Firenze, nelle ceramiche di Jacopo della Robbia, sulle colline di Fiesole, nel Chianti e soprattutto nelle campagne e nelle colline pisane. E poi, essendo d’indole irrequieta e non riuscendo a star ferma, sono scappata un’altra volta, complice l’amore per mio marito, pisano ma transfuga in Sicilia (come tanti pisani del passato a quanto ne so), dove ci siamo sposati ed ho fondato il mio atelier, in un baglio antico in mezzo ad ulivi e carrubi.
A Pozzallo, splendida perla balneare incastonata tra i più preziosi gioielli barocchi di Noto, Modica, Ragusa, Scicli e Siracusa, ho dunque iniziato a coltivare più seriamente la mia passione per la ceramica: per altro i colori vivaci e le armonie straordinarie delle produzioni ceramiste siciliane hanno giocato un ruolo determinante nel mio indirizzo artistico: nei secoli esse sono riuscite a riprodurre la calda atmosfera mediterranea, ovvero il genius loci di un'isola, la Sicilia, che nella sua evoluzione storica millenaria, ha ospitato splendide tradizioni pittoriche caratterizzate da dettagli intricati, colori e finiture spettacolari.
E d'altra parte, non molti sanno che tutte queste meravigliose creazioni artistiche hanno un enorme debito in termini d'ispirazione nei confronti della cultura araba e moresca. E forse ancor meno rammentano che a sua volta l'arte araba non avrebbe fatto molta strada senza la preponderante influenza della cultura persiana: specialmente nel campo della produzione ceramica.
Dunque in sintesi, posto che spetta ad altri giudicare e criticare la mia produzione artigianale, credo di poter affermare che attraverso le mie opere, io abbia cercato di raccontare onestamente storie di tradizioni e folklore siciliani riuscendo anche a ritrovare le loro più profonde radici nella mia ancestrale tradizione persiana e nelle infinite e poliedriche contaminazioni culturali che definiscono e caratterizzano questa magnifica e incredibile penisola chiamata Italia.

*Nota: gli antichi pisani non solo scrissero dei Magi e della loro origine persiana ma ne immortalarono anche il viaggio, dalla Persia alla Palestina, in un'opera celeberrima, ovvero la monumentale porta in bronzo della cattedrale realizzata da Bonanno Pisano nel 1180 e miracolosamente sopravvissuta al terribile incendio del 1595.

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